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[1989] Organizzazione, prodotti e costi di un servizio ospedaliero. Analisi economico-gestionale del Centro Trasfusionale del Policlinico di Milano

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Gruppo di ricerca: Luigi Mittone, Elvina Degiarde, Guido Consonni

Dati di pubblicazione : Milano, Angeli, 1989

Quali sono le caratteristiche che fanno della gestione di un reparto ospedaliero un caso di inefficienza oppure che ne segnano il successo? Come si possono inserire nel contesto produttivo di un Ospedale le associazioni di volontari e quali sono le opinioni di chi collabora, magari attraverso la donazione del sangue, all'erogazione dei servizi sanitari? A queste domande legate alla gestione di un reparto ospedaliero - il Centro Trasfusionale del Policlinico di Milano (CTPM) - tenta una risposta questa ricerca. Avvalendosi di una metodologia d'indagine multidisciplinare, in buona misura sperimentale e innovativa per lo specifico settore di analisi, lo studio ha consentito di porre in rilievo come sia possibile ispirare a criteri di alta produttività e di qualità anche la gestione di un servizio pubblico facendo leva su forti meccanismi di motivazione e rendendo partecipi gli stessi utenti dei successi e delle difficoltà della produzione.

La ricerca si articola in tre parti: - analisi organizzativa del reparto considerato; - studio economico dei costi e della produzione del CTPM; - analisi delle caratteristiche socio-economiche della popolazione dei donatori che fanno capo al CTPM, e delle motivazioni che guidano la decisione di donare il sangue.

Il ricorso ad approcci disciplinari diversi e l'uso di più tecniche d'indagine empirica ha consentito di tenere conto della complessità dei fattori che intervengono nel processo di produzione di un reparto ospedaliero e di valutarne il grado di efficienza organizzativa. I principali risultati in termini di produzione, così come sono emersi dalla ricerca, mettono in evidenza l'elevato numero di prodotti e di servizi che un Centro Trasfusionale può trovarsi a dover realizzare per soddisfare la domanda ospedaliera interna e, più in generale, per coprire il fabbisogno dell'utenza. In particolare il processo produttivo del centro studiato si connota per l'alto grado di complessità nelle interazioni tra strutture operative (i settori nei quali è organizzato) e prodotti nonché per il forte spirito di collaborazione dei propri membri, sia interni che esterni (volontari). Inoltre è stato possibile evidenziare alcuni principali fattori che caratterizzano sia l'organizzazione sia, conseguentemente, la produzione di questo tipo di struttura e le peculiarità dello specifico modello organizzativo. Tra questi fattori il più importante è rappresentato dalla necessità per i centri trasfusionali ospedalieri di raccordarsi con l'ambiente esterno cioè con la società - naturalmente per quelli dotati di una propria struttura di reclutamento dei donatori.

Nel caso del CTPM la vocazione allo scambio con la realtà sociale deriva soprattutto dal ruolo centrale svolto dall'Associazione donatori non solo per il reperimento del sangue ma anche in funzione del coordinamento dei volontari che collaborano alle attività produttive del Centro. Per quanto riguarda in particolare il reperimento del sangue l'Associazione dei donatori svolge una funzione di promozione e sensibilizzazione sul tema della donazione di sangue e contribuisce a motivare i donatori creando un forte senso di appartenenza al Centro, grazie anche ad iniziative di varia natura (premi per i donatori più assidui, meeting e seminari informativi, ecc.). Un secondo importante effetto, generato dall'interrelazione con l'ambiente esterno rappresentato dai donatori, è quello dell'innalzamento della qualità sia del servizio sanitario offerto ai donatori sia del prodotto sangue. L'incremento della qualità del servizio sanitario si è infatti riflesso a livello organizzativo nell'ampliamento delle strutture di diagnosi e cura del CTPM (creazione di ambulatori specialistici) e nell'istituzione di un archivio magnetico delle caratteristiche immunoematologiche dei donatori. Quanto alla qualità del prodotto sangue, questa discende soprattutto dal legame che il CTPM, attraverso la propria Associazione donatori, ha instaurato con i donatori abituali, garantendo così la continuità della raccolta e quindi la costanza delle caratteristiche qualitative del sangue stesso. La ricerca ha infine evidenziato come la scelta organizzativa di incorporare nella struttura ospedaliera l'Associazione dei donatori si rifletta in modo positivo sul grado di soddisfazione dichiarato dai donatori nei confronti dei servizi del CTPM e agisca inoltre come elemento di motivazione alla scelta di donare il sangue. I donatori, sentendosi parte della struttura dell'Ospedale, acquisiscono infatti un alto grado di fiducia nei confronti delle garanzie medico-sanitarie che il Centro offre attribuendo così alla scelta di donare il sangue un beneficio diretto sul controllo del loro stato di salute.

Per quanto riguarda la parte della ricerca destinata all'analisi delle motivazioni alla donazione, il dato più importante emerso riguarda il buon livello di omogeneità tra le finalità istitutive del CTPM e i valori e le scelte operate dai donatori, che si dichiarano nella maggior parte mossi da obiettivi altruistici non disgiunti da una particolare attenzione alle garanzie offerte dal Centro in termini di assistenza sanitaria e medica.

L'approccio metodologico si caratterizza forse soprattutto per lo sforzo di coniugare tecniche d'indagine provenienti da più ambiti disciplinari. Questa scelta, che discende dall'intenzione di analizzare nel modo più completo possibile l'intero funzionamento del Centro Trasfusionale, ha come suo maggior pregio euristico la capacità di produrre una mappa delle principali caratteristiche produttive e organizzative dell'unità analizzata e consente di porre le basi per successive ricerche più mirate (ad esempio un'indagine per centri di costo che consenta di ricondurre a ciascun prodotto del CTPM i costi relativi). Il limite principale della metodologia seguita è invece, in un certo senso, speculare rispetto ai pregi e si lega alla difficoltà di "armonizzare" in un unico disegno d'indagine tecniche e metodi derivati da discipline anche molto distanti (si pensi ad esempio ai paragrafi dedicati alla analisi delle motivazioni alla donazione confrontati con quelli in cui si studiano i costi monetari del Centro). (X,E/8/1)

Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2001
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