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[1982] La dinamica demografica in Lombardia. Tendenze, prospettive e problemi

Vol. 1.: Vent'anni di evoluzione della popolazione lombarda: 1971-1991

Vol. 2.: Evoluzione della popolazione delle Ussl nel periodo 1971-1991 -

Gruppo di ricerca: Adolfo Carvelli, Gian Carlo Blangiardo, Franco Baccalini, Stefano Draghi

Dati di pubblicazione : Milano, IReR, 1982

Le informazioni ufficiali riguardanti sesso ed età di una popolazione sono disponibili a livello comunale solo in occasione dei censimenti decennali Istat; in qualsiasi momento intercorrente fra i due censimenti, ove interessino le distribuzioni relative anche solo ai due aspetti sesso ed età a livello comunale, si rende perciò necessario il ricorso a "stime" ed a "manipolazioni" che, per essere il più delle volte ottenute sulla base di ipotesi formulate in via estemporanea, finiscono per costituire un coacervo di informazioni capace di dirottare non correttamente gli intendimenti della programmazione: di qui l'utilità di questo lavoro, seconda parte della ricerca di cui alla scheda di pag. 121. Lo studio assume come campo di riferimento la Lombardia, regione che comprende un elevato numero (1546) di comuni e adotta criteri nuovi per la rilevazione e l'elaborazione dei dati e delle informazioni. Gli obiettivi prefissati possono così sintetizzarsi: a, pervenire, in corrispondenza di ogni comune lombardo e per ciascun anno del decennio 1972-81, alle distribuzioni per sesso e per età della popolazione; b, dar vita ad analoghe distribuzioni per quanto concerne gli anni del decennio 1982-91, avendo emesso una serie di ipotesi alternative sul futuro andamento dello sviluppo della popolazione nei comuni medesimi. Il contenuto del punto "a" costituisce il momento retrospettivo mediante il quale si descrive in modo dettagliato l'evoluzione della popolazione lombarda, ricorrendo anche ad una serie di indicatori demografici, sociali ed economici capaci di interpretare il comportamento tenuto nell'arco temporale 1972-81 da taluni fattori (calo delle nascite, contrazione del saldo migratorio, riduzione dell'importanza dei tradizionali poli d'attrazione, ecc.) che in tale evoluzione hanno giocato un ruolo di primo piano. Il contenuto del primo punto costituisce quindi il "background" sul quale si basa il contenuto del punto "b" (previsione dell'evoluzione nel decennio 1982-1991). Si possono così agevolmente realizzare distribuzioni per sesso ed età riguardanti le più svariate aggregazioni (province, Ussl, distretti scolastici, comunità montane, ecc.), assicurando nel contempo che ciascun comune entri in gioco nell'aggregazione con le caratteristiche salienti che lo contraddistinguono. La ricerca si articola in due volumi: il primo informa sulla metodologia (che, tra l'altro, ha previsto un difettoso anche se proficuo lavoro di rilevazione diretta di dati demografici presso le anagrafi dei comuni campione) e riporta l'analisi dei risultati relativi alla regione nel suo complesso, alle province, ai capoluoghi di provincia e ai comuni per classi d'ampiezza demografica; il secondo illustra i risultati relativi alle Ussl della nostra regione. Nella "Documentazione statistica" si riportano i risultati della ricostruzione della struttura della popolazione residente per sesso ed età dal 1972 al 1981 e delle varie ipotesi di proiezione formulate per gli anni 1986 e 1991, relativamente a ciascun aggregato territoriale considerato. (X,SOC/2/5,1,2)

Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2001
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