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[1993] Le modificazioni strutturali dei mercati: emergenze degli anni Ottanta e prospettive per il 1992 dell'industria lombarda

Gruppo di ricerca: Alberto Riva, Alessandro Arrighetti, Luciano Consolati

Dati di pubblicazione : Milano, IReR, 1993

Mentre la valutazione dei potenziali effetti alla scala nazionale del completamento del mercato comunitario ha ricevuto una notevole attenzione, l'analisi degli effetti alla scala regionale è stata molto meno approfondita. La ricerca affronta appunto questo tema e si è sviluppata lungo due direttrici. In primo luogo, si sono analizzate le recenti performances dell'industria lombarda, e in particolare gli interscambi commerciali con i paesi comunitari. L'ipotesi di partenza è che la dimensione dei potenziali effetti dell'integrazione dei mercati dipende dal grado di sensibilità delle singole industrie all'abbattimento delle barriere non tariffarie, e che il loro segno sarà in prima istanza coerente con le più recenti performances settoriali, dato che l'accrescimento degli interscambi comunitari favorirà il rafforzamento delle vocazioni forti regionali. In secondo luogo, si è svolta un'indagine diretta su un campione di 17 settori dell'industria lombarda rappresentativi della specializzazione regionale, al fine di analizzare le determinanti della recente evoluzione settoriale e la valutazione degli operatori circa le opportunità e i rischi derivanti dal nuovo contesto competitivo. Com'è logico attendersi in una regione caratterizzata da un'ampia e articolata struttura industriale, le indicazioni emerse sono discordanti per i diversi settori. In linea di massima si può affermare che i vantaggi appaiono prevalenti, in analogia con gli andamenti previsti a livello nazionale. Da un lato, infatti, gli effetti tendenzialmente positivi interessano settori con una minor presenza relativa in Lombardia (ma comunque importanti); dall'altro, le valutazioni aziendali convergono nel sottolineare le maggiori opportunità nel caso lombardo di tradurre i vantaggi potenziali in effettivi, vuoi per il profilo di competenze aziendali consolidate vuoi per i vantaggi derivanti dalle esternalità ambientali. Il risultato più interessante riguarda la differente distribuzione dei rischi e opportunità tra i vari settori. Le prospettive appaiono fortemente positive per le imprese operanti nei settori frammentati, assai problematiche per quelle operanti nei settori concentrati, e meno nettamente delineate per i settori specializzati. Va infine ricordato che la traduzione dei potenziali impatti sulle imprese in termini di struttura produttiva lombarda non è immediata. Nei settori frammentati buona parte delle imprese è monoimpianto e la loro numerosità è tale da mediare, verosimilmente, le differenti capacità delle imprese di adeguarsi ai cambiamenti di scenario competitivo, tra l'altro meno marcati rispetto alle altre tipologie settoriali. Nel settori specializzati, la più forte tendenza alla crescita multinazionale rende più incerta la corrispondenza degli impatti sulle imprese e sul tessuto produttivo. La maggiore incertezza riguarda comunque i settori concentrati, poiché gli esiti effettivi degli impatti potenziali possono essere qui notevolmente influenzati dalle condotte attive di un numero limitato di imprese. L'indicazione più preoccupante che si può trarre dalla ricerca è che la differente evoluzione settoriale, qualora i potenziali effetti si traducessero in realtà effettiva, va nel senso di rafforzare il peso dei settori a minor contenuto tecnologico e a minor crescita ed elasticità della domanda, e di indebolire ulteriormente quelli a maggior contenuto tecnologico, che caratterizzano soprattutto le industrie concentrate. (x,E/4/20)

Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2001
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