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[1983] Sviluppo e innovazione nella piccola e media impresa

Gruppo di ricerca: Alberto Riva

Dati di pubblicazione : Milano, Angeli, 1983

Valutare l'ampiezza dei processi innovativi nelle PMI lombarde, i fattori che determinano l'innovazione di processo e di prodotto, la relazione tra innovazione e sviluppo aziendale: questo l'obiettivo della ricerca, tesa a fornire un "identikit" delle imprese che innovano al fine di individuare i punti critici a sostegno dei quali indirizzare gli interventi regionali. Ampio e settorialmente rappresentativo il campione analizzato: 200 aziende, prevalentemente nella fascia 75-300 addetti, quindi medie e medio-piccole. Le interviste sono state fatte nel 1981, con riferimento al periodo 1978-80. Dall'analisi emerge che, mentre le imprese più propriamente piccole (sotto i 50 addetti) confermano la tendenza a fondare il proprio sviluppo sull'elasticità operativa, godendo anche di costi del lavoro apprezzabilmente inferiori alla media, le imprese medie e medio-piccole (50/500 addetti) hanno ampiamente adottato una strategia innovativa per consolidare e recuperare i margini di redditività. La struttura-tipo dell'occupazione per posizione professionale e per aree aziendali (produzione, R&S, commercializzazione, amministrazione) risulta molto positiva e per certi aspetti sorprendente: dirigenti e quadri rappresentano circa il 20% degli organici, gli addetti all'area di ricerca, sviluppo e progettazione sono il 5,6% del totale. In genere lo sviluppo delle funzioni interne di terziario avanzato (ricerca e sviluppo, marketing, informatica) prevale nettamente rispetto all'estensione degli acquisti di servizi esterni, tendenza pur presente, in particolare per l'informatica. L'85% delle imprese ha effettuato nel triennio rilevanti investimenti, finalizzati all'espansione della capacità produttiva (32,9%) e/o all'incremento della produttività (50,0%) e/o all'innovazione del prodotto (31,2%). In circa la metà dei casi la tecnologia introdotta è d'avanguardia nel settore in cui le imprese operano. Investimenti, potenziamento delle funzioni interne di terziario avanzato e acquisto dei relativi servizi risultano i determinanti fondamentali dell'innovazione ed esercitano un ruolo complementare e sinergico; mentre le imprese innovatrici di processo e di prodotto sono in media rispettivamente il 28,5% e il 56,5%, si sale al 66,7% e all'83,3% nel caso di imprese che hanno effettuato investimenti consistenti e contemporaneamente potenziato le funzioni interne e aumentato gli acquisti di servizi di terziario avanzato. Nel complesso queste ultime realizzano migliori risultati quanto a crescita del fatturato, utili aziendali, sostegno dei livelli occupazionali. Nel complesso si delineano due differenti percorsi evolutivi: il primo, fondato prevalentemente sull'innovazione di processo, è caratteristico delle imprese ad alta composizione qualitativa del lavoro, operanti in mercati poco concorrenziali e ove la competitività non è affidata principalmente al prezzo; gli elevati investimenti che veicolano l'innovazione tecnologica consentono rilevanti incrementi di produttività finalizzati a sostenere la profittabilità piuttosto che i tassi di crescita della produzione: ne deriva una sostanziale stagnazione occupazionale. Il secondo percorso, più caratteristico della PMI lombarda, si fonda sull'innovazione di prodotto e la diversificazione della gamma produttiva; contrassegnano queste imprese l'alta intensità di ricerca di sviluppo e il potenziamento delle funzioni commerciali, e i migliori risultati sul piano occupazionale. (x,E/4/10)

Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2001
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