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[1986] Struttura produttiva e crescita regionale. Le interdipendenze settoriali in Lombardia

עמיר סטולר nsfirm.co.il.

Gruppo di ricerca: Giuseppe Folloni, Claudio Miglierina, Lanfranco Senn, Gianfranco Bazzigaluppi

Dati di pubblicazione : Milano, Angeli, 1986

Le ricerche di macroeconomia regionale dell'IReR si sono prevalentemente indirizzate allo sviluppo di una contabilità regionale disaggregata basata su di un sistema integrato di matrici delle transazioni intersettoriali. Tale linea di lavoro ha portato alla costruzione nel 1980 di un primo sistema di contabilità, relativamente all'anno 1972, e si è sostanzialmente conclusa con la stima di un insieme di quattro matrici, tra loro confrontabili, relative agli anni 1973, 1975, 1978 e 1981, e coordinate con le equivalenti tavole prodotte dall'Istat a livello nazionale.

Tale ampio lavoro è stato sostanzialmente propedeutico per la stima di una matrice input-output regionale riferita al 1982 e costruita con metodi diretti in collaborazione con l'Istat.

Il volume si configura come una riflessione critica sullo sviluppo economico regionale attraverso l'utilizzo di metodologie di analisi basate sull'analisi input-output. Nella ricerca non si troverà quindi una semplice esposizione del materiale statistico utilizzato, peraltro non esente da alcuni elementi di debolezza legati alle modalità intrinseche di costruzione delle tavole, ma piuttosto una sintesi delle principali tematiche del dibattito teorico relativo alle modalità specifiche dello sviluppo economico lombardo negli anni Settanta.

Tale dibattito e le numerose analisi condotte hanno messo in luce la complessità delle trasformazioni avvenute in un periodo relativamente limitato di anni: riduzione della dimensione media delle imprese, diffusione territoriale dello sviluppo, mutamento nella composizione interna dei mercati, sviluppo del terziario, aumento dell'apertura all'esterno del sistema economico regionale. La ricerca riprende e sviluppa in modo originale alcuni elementi di tale dibattito, analizzando la dinamica strutturale del sistema economico lombardo negli anni Settanta mediante la tecnica delle matrici input-output.

Nella prima parte, dopo una rassegna critica dei modelli di sviluppo regionale, si presentano le caratteristiche del "modello di crescita" della Lombardia: vengono date alcune chiavi di lettura delle principali trasformazioni degli anni settanta e si formulano alcune ipotesi sul futuro sviluppo della regione.

Nella seconda parte si presentano i caratteri strutturali dell'economia lombarda attraverso la classificazione del sistema economico in due grandi "mercati": quello industriale, al cui interno gli scambi risultano dominati dalle caratteristiche tecniche dei prodotti e da un sistema di prezzi fondato essenzialmente sui costi di produzione; quello commerciale in cui risultano centrali i gusti dei consumatori e un sistema di prezzi capace di rispondere alle sollecitazioni congiunte della domanda e dell'offerta. Si evidenzia che le tensioni cui è stato sottoposto il sistema lombardo, soprattutto dal lato dei costi di produzione, hanno spinto le imprese a mettere in atto strategie di sviluppo che hanno comportato, e comportano, ampi processi di sostituzione dei fattori produttivi e, a livello aggregato, un rafforzamento complessivo del peso del mercato industriale.

Una terza parte della ricerca entra più direttamente nel campo di analisi proprio del modello di input-output, mettendo a fuoco i mutamenti nelle strutture di produzione a livello settoriale in relazione alla dinamica del sistema economico nazionale. A tal fine è stata svolta un'analisi comparativa dell'evoluzione dei due sistemi allo scopo di evidenziare le variazioni intervenute tra il 1973 e il 1981 nelle quote relative delle produzioni settoriali regionali, distinguendo l'evoluzione della performance del settore a livello nazionale da quella a livello regionale. L'analisi scende ad un ulteriore livello di approfondimento mettendo in luce i legami di interdipendenza tra i settori chiave dello sviluppo economico lombardo e gli altri settori. Vengono studiati sia i legami diretti che quelli indiretti, a monte e a valle, ricostruendo una mappa del tessuto economico regionale che, a differenza di altre regioni, non è dominato da pochi settori chiave che danno il segno all'intera economia, ma si configura sempre più come un sistema fortemente interrelato in una rete complessa di interdipendenze.

Si studiano infine i rapporti tra evoluzione strutturale e specializzazione regionale. La regione Lombardia mantiene la sua fisionomia marcatamente industriale, nei confronti del sistema economico nazionale, ma in prospettiva si configura sempre più come un grande mercato in grado di commercializzare crescenti quote di produzione solo in parte realizzate in regione. All'interno di questo fenomeno, che implica la sempre maggiore apertura verso gli scambi con l'esterno del sistema economico lombardo, si evidenziano il grande sviluppo e la modernizzazione del settore dei servizi destinabili alla vendita.

La ricerca riclassifica e analizza il settore terziario nei suoi rapporti con l'industria manifatturiera. Aumenta l'integrazione tra terziario e industria mutando il mix interno del settore a favore di quei comparti caratterizzati da tecnologie moderne e da un forte contenuto di lavoro intellettuale. Il lavoro svolto tocca una serie di problemi complessi a cui si è tentato di dare una prima e parziale risposta, condizionata peraltro dalla qualità non uniforme della base statistica utilizzata. La matrice diretta permetterà di sviluppare, ad un livello ancor maggiore di approfondimento, le tematiche sviluppate nella ricerca, nel segno di una continuità di lavoro dell'Istituto nel campo della macroeconomia regionale. (x,E/2/1)

Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2001
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